Comunicato Stampa
12/03/2002

Public company per la privatizzazione delle farmacie

Le recenti riforme costituzionali in particolare il rinnovato art. 118 della costituzione propongono
la sussidiarietà come principio di buona amministrazione, cioè in sostanza lo stato,le regioni le
Province ed i comuni favoriscono anche i cittadini singoli od associati per le attività di interesse
generale.
Le attività delle farmacie ora comunali, ma da assegnare alla iniziativa privata, possono ben costituire campo di applicazione della norma in oggetto , atteso che sicuramente la commercializzazione di prodotti farmaceutici e sanitari per le implicazioni di ordine sanitario,economiche e persino etiche ad esempio la pubblicazione o meno di un prodotto abortivo sono di interesse generale per i cittadini.
Il codice civile tra l’altro prevede in modo lungimirante,che si possa costituire una s.p.a.
Con formazione progressiva, cioè più soggetti invitati da soci promotori, possono sottoscrivere
Quote di capitale di una società che si verrà a costituire attorno ad un progetto economico che può ben essere la gestione, magari anche con criteri etici oltre che economici, di una attività di cessione di medicinali.
La lega nord di Arezzo, propone al signor sindaco di attivarsi nel senso sopra decritto, in modo da garantire che la gestione di un servizio cosi delicato rimanga nelle mani dei cittadini ed anche delle associazioni di Arezzo,che attraverso la public compay sappiano contemperare le esigenze della liberalizzazione, con quelle della partecipazione alle attività economiche.
L’azionariato diffuso, con tetto massimo di acquisizione,sollecitando anche attraverso opportune
disposizioni statutarie che ne garantiscono,omogeneità e trasparenza, può ben costituire la risposta. Alla moderna economia competitiva, nella quale la libertà si deve associare anche un forte impegno etico e senso di solidarietà.
Ad esempio, una quota dei proventi dell’attività gestita sottoforma di public company, potrebbe essere destinata ad attività di sostegno per gli anziani residenti nel comune di Arezzo che versano in disagiate condizioni economiche.
Rimane poi da segnalare come la figura dell’azionista che è anche consumatore dei servizi offerti dalla società costituisce la migliore garanzia che le pur legittime ragioni del profitto non vadano a danno della qualità ne della quantità di beni e servizi offerti alla cittadinanza.
La lega nord,anche alla luce degli attestati spontanei ricevuti dai cittadini di Arezzo, chiede che su questo argomento venga aperto un dibattito politico che possa portare alla concreta realizzazione dell’iniziativa suggerita.





 

 
Scarica la versione stampabile