Public company per la privatizzazione
delle farmacie
Le recenti riforme costituzionali in particolare il rinnovato
art. 118 della costituzione propongono
la sussidiarietà come principio di buona amministrazione, cioè
in sostanza lo stato,le regioni le
Province ed i comuni favoriscono anche i cittadini singoli od associati
per le attività di interesse
generale.
Le attività delle farmacie ora comunali, ma da assegnare alla
iniziativa privata, possono ben costituire campo di applicazione della
norma in oggetto , atteso che sicuramente la commercializzazione di
prodotti farmaceutici e sanitari per le implicazioni di ordine sanitario,economiche
e persino etiche ad esempio la pubblicazione o meno di un prodotto
abortivo sono di interesse generale per i cittadini.
Il codice civile tra l’altro prevede in modo lungimirante,che si possa
costituire una s.p.a.
Con formazione progressiva, cioè più soggetti invitati
da soci promotori, possono sottoscrivere
Quote di capitale di una società che si verrà a costituire
attorno ad un progetto economico che può ben essere la gestione,
magari anche con criteri etici oltre che economici, di una attività
di cessione di medicinali.
La lega nord di Arezzo, propone al signor sindaco di attivarsi nel
senso sopra decritto, in modo da garantire che la gestione di un servizio
cosi delicato rimanga nelle mani dei cittadini ed anche delle associazioni
di Arezzo,che attraverso la public compay sappiano contemperare le
esigenze della liberalizzazione, con quelle della partecipazione alle
attività economiche.
L’azionariato diffuso, con tetto massimo di acquisizione,sollecitando
anche attraverso opportune
disposizioni statutarie che ne garantiscono,omogeneità e trasparenza,
può ben costituire la risposta.
Alla moderna economia competitiva, nella quale la libertà si
deve associare anche un forte impegno etico e senso di solidarietà.
Ad esempio, una quota dei proventi dell’attività gestita sottoforma
di public company, potrebbe essere destinata ad attività di
sostegno per gli anziani residenti nel comune di Arezzo che versano
in disagiate condizioni economiche.
Rimane poi da segnalare come la figura dell’azionista che è
anche consumatore dei servizi offerti dalla società costituisce
la migliore garanzia che le pur legittime ragioni del profitto non
vadano a danno della qualità ne della quantità di beni
e servizi offerti alla cittadinanza.
La lega nord,anche alla luce degli attestati spontanei ricevuti dai
cittadini di Arezzo, chiede che su questo argomento venga aperto un
dibattito politico che possa portare alla concreta realizzazione dell’iniziativa
suggerita.