Lega: “No alla grande distribuzione nell’ex area Caem di Subbiano”

CASENTINO (AR) - La Lega Nord Casentino si unisce alla posizione di Confcommercio, esprimendo la propria contrarietà alla rivalutazione dell’ex area Caem di Subbiano con la grande distribuzione.

«Siamo da sempre contrari – fanno sapere le camicie verdi casentinesi – alla grande distribuzione. Dobbiamo tutelare i nostri centri storici e soprattutto i nostri piccoli commercianti. È assurdo che la Giunta Maggini non abbia neanche pensato di confrontarsi con le associazioni di categoria o con i commercianti stessi, e non abbia valutato eventuali altre proposte, se non quella dell’insediamento di un centro commerciale, tra l’altro già presente nel comune in questione.

Possibile che ogni volta che bisogna rivalutare un’area si pensi sempre alla grande distribuzione come alternativa? Perché non si pensa alle esigenze che i cittadini hanno?

Ribadiamo che l’arrivo della grande distribuzione in Basso Casentino significherebbe la morte dei piccoli commercianti che, oltre ad essere un tessuto economico importantissimo, sono da sempre l’anima dei nostri piccoli paesi e svolgono anche un importante ruolo sociale, soprattutto nei confronti delle persone anziane. Anziché costringere a chiudere i piccoli commercianti, è necessario valutare le azioni possibili per rilanciare il centro storico e quindi anche i piccoli esercizi presenti. La grande distribuzione, come dimostrano i fatti, non reinveste e non riqualifica il territorio, bensì ne ‘saccheggia’ le ricchezze presenti.
Anche in questa vicenda emerge chiaramente come, per rilanciare l’economia casentinese, ci sia bisogno di rivedere i confini dei nostri comuni. La Finanza, ad esempio, non è certamente quella dei confini comunali e c’è, purtroppo, una distanza considerevole tra la geografia dei comuni e quella economica.

È evidente che, con l’eventuale arrivo della grande distribuzione a Subbiano, il Comune non pianificherebbe lo sviluppo dell’intero Basso Casentino, bensì andrebbe a colpire le piccole attività commerciali, incidendo pesantemente anche sulle altre realtà comunali vicine. Queste ultime, infatti, subirebbero il nuovo centro commerciale senza avere alcun potere decisionale in merito».

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